Natura: La Thuile

4 Risultati
Pagina 1 di 1

Le miniere di La Thuile

Geositi e miniere  -  La Thuile

Il cantiere minerario per l’antracite prese forma e consistenza a partire dal primo dopoguerra sul versante appena a monte di La Thuile, tra le quote 1470 e 1740 metri, sopra le frazioni di Villaret, Buic e Thovex e a valle della fortezza settecentesca di Plan Praz. Numerose gallerie vi vennero aperte su diversi livelli, di cui molte in pendenza per seguire il filone all’interno della montagna. Il villaggio minerario venne invece costruito ad Arpy, sul versante di Morgex.

La Thuile propone una serie di percorsi nei boschi, da quelli più brevi di circa mezz’ora fino a quelli di più di quattro ore, nei quali si possono vedere tracce delle rotaie che trasportavano i carrelli, gli ingressi dei cunicoli delle miniere di antracite e i ruderi dei rifugi dei minatori.
Ogni percorso è segnalato e presenta un colore identificativo ed informazioni su tempi di percorrenza e dislivello.

Vai alla descrizione degli itinerari

Giardino botanico alpino Chanousia

Giardini botanici, geologici, naturalistici  -  La Thuile

Nel cuore delle Alpi, a 2.170 metri di altitudine, in un anfiteatro naturale affacciato sull’imponente Monte Bianco e circondato da vette maestose, si trova Chanousia, uno dei giardini botanici alpini della Valle d’Aosta. Situato poco oltre il confine, sul versante francese del Colle del Piccolo San Bernardo, questo luogo incanta con il suo silenzio d’alta quota e la varietà delle sue fioriture.

Fondato nel 1897 dall’abate Pierre Chanoux, rettore dell’Ospizio Mauriziano, il giardino nacque come omaggio alla biodiversità alpina e divenne presto celebre in tutta Europa per la ricchezza delle sue collezioni. Dopo un lungo periodo di abbandono dovuto alla guerra, è rinato grazie alla passione di botanici e associazioni italiane e francesi, che ne hanno fatto un simbolo di collaborazione oltrefrontiera.

Oggi Chanousia è un’esperienza da vivere con lentezza: centinaia di specie alpine provenienti da tutto il mondo sono curate in ambienti che riproducono fedelmente il loro habitat – morene, torbiere, rocce calcaree e bordi di ruscelli. Il periodo più magico è l’estate, da fine luglio a metà settembre, quando la fioritura trasforma il giardino in un mosaico vivente di colori e profumi.

A completare la visita, un piccolo museo ricorda la figura dell’abate Chanoux e accoglie appassionati e studiosi. Chanousia non è solo un giardino, ma un viaggio tra scienza, memoria e natura alpina, un angolo di bellezza autentica da esplorare con tutti i sensi.

 

(+39) 342.8252189
info@chanousia.org

Lago Verney

Laghi / cascate  -  La Thuile

Il lago è situato a m. 2.088 di altitudine tra il Becco dei Rousses, il promontorio su cui è il valico del Piccolo San Bernardo, ed il Monte Chaz Dura.
Il panorama dal lago spazia sulle decine di vette che lo attorniano. Molto suggestiva è la vista sulla vallata di La Thuile.
Il Lago Verney, con la sua superficie di 20,30 ettari, è tra i più grandi laghi valdostani e la sua colorazione oscilla tra il verde ed il blu.

Colle del Piccolo San Bernardo

Trafori / Valichi  -  La Thuile

Appena superati gli edifici dell’ex Dogana italiana, sui prati a destra sono visibili le prime testimonianze della presenza dei Romani al colle, da loro chiamato Alpis Graia: si tratta dei resti della mansio orientale, portata alla luce e restaurata alla fine degli anni ’20 del Novecento. Dall’estensione dei muri perimetrali si comprende l’ampiezza che doveva avere quest’edificio a pianta rettangolare, composto da una serie di stanze che circondavano un cortile centrale, collegato tramite un portico alla Strada Romana delle Gallie, il cui tracciato si sviluppa parallelo a destra dell’attuale strada. La “mansio” serviva da magazzino e da alloggio per viandanti e militari. Adiacente ed esterno ad essa, proprio sul bordo dell’odierna carrozzabile, si trova un tempietto, il fanum gallo-romano, forse consacrato ad una divinità celtica, dato l’uso dei Romani di mantenere i culti locali delle popolazioni sottomesse all’impero.

A pochi passi si trova una testimonianza decisamente più antica: il “cromlech”, grande cerchio di 46 pietre infisse nel terreno a una distanza regolare di 4 metri una dall’altra, posto sulla linea di confine tra Italia e Francia, segnala la presenza di uomini al valico in età preromana, sebbene a tutt’oggi l’epoca esatta della sua costruzione non sia ancora precisabile.

Dopo l’ex Dogana francese, sulla destra, è di epoca romana l’edificio, anch’esso legato all’antica Via delle Gallie, costruito, come la mansio orientale, con il cortile contornato dalle stanze. Qui però l’elemento sacro sembrerebbe prevalere sull’utilizzo comune. Infatti, oltre al sacellum per il culto, staccato dagli altri ambienti, nella costruzione furono rinvenuti un busto d’argento di Giove Dolicheno e alcune placchette votive di ringraziamento, reperti oggi conservati nel Museo Archeologico di Aosta.

Per l’intero Medioevo Giove ha lasciato il suo nome anche al colle. La colonna di marmo alta 4,5 metri posta sul lato opposto della strada, proveniente dal santuario e detta “Colonna di Joux”, ha fatto sì che il passo fosse chiamato “Mons Minoris Iovis” e che l’Ospizio di San Bernardo venisse citato nei documenti come “Hospitale Columne Jovis”. Oggi la colonna fa da piedistallo alla statua di San Bernardo che si erge in sostituzione di un monumento a Giove demolito, secondo la leggenda, da San Bernardo stesso una volta giunto sul passo, per abbattere i simboli del paganesimo.

L’Ospizio, fondato nell’undicesimo secolo da San Bernardo, fu ripetutamente distrutto da guerre e incendi, ma fu sempre ricostruito. Fu abbandonato dopo la Seconda Guerra Mondiale a causa dei violenti bombardamenti subiti; dal 1993 ne è iniziata la ricostruzione. Attualmente, oltre all’Ufficio Internazionale di Informazioni Turistiche, ospita al 1° piano il Museo sulla storia del Colle, della Valdigne e della Savoia.

Dell’età moderna permangono alcune fortificazioni sarde del 1630 mentre testimonianze dell’età contemporanea sono il giardino botanico dell’abate Chanoux, i bunker e i blocchi anti-carro della Seconda Guerra mondiale, le dogane e i posti di controllo di frontiera utilizzati prima del Trattato di Schengen.