La Resistenza in Valle d'Aosta

In Valle d’Aosta, la lotta contro il nazifascismo prese forma attorno al Comité Valdôtain de Libération, attivo già dal 1941. Le formazioni partigiane operarono su più fronti: dal sostegno ai prigionieri alleati alle azioni di sabotaggio con l’obiettivo di ostacolare i movimenti delle truppe nazifasciste. Queste azioni scatenarono violente rappresaglie: fucilazioni, arresti, deportazioni nei campi di sterminio nazisti e la distruzione di interi villaggi, incendiati come punizione collettiva.

Ma la Resistenza valdostana non si limitò alla sola lotta contro l’occupazione: il suo obiettivo politico fu anche quello di restituire alla Valle d’Aosta l’autogoverno e l’autonomia cancellati dal regime. Proprio in questo contesto vennero gettate le basi per l’autonomia della regione, un’eredità che ancora oggi ne segna l’identità.

L’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta organizza eventi divulgativi su questi temi.

Scopri la storia della lotta di liberazione in Valle d’Aosta, visitando alcuni luoghi che ne furono teatro e i musei che ne conservano la memoria.
Un'occasione per scoprire il territorio e ricordare il sacrificio di molti.

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Borgo medievale e Ospizio di Leverogne

Architettura  -  Arvier

La frazione di Leverogne presenta un interessante sviluppo urbanistico del borgo medievale, con diversi edifici degni di nota. Il ponte del villaggio costituiva un passaggio obbligato per superare la forra sul torrente  ed accedere alla Valgrisenche ed al Col du Mont, collegamento privilegiato fra la Valle d’Aosta e la Maurienne.
Leverogne era, dunque, un luogo di transito di pellegrini, di commercianti e di avventurieri.

Nel 1368, proprio con lo scopo di accogliere i pellegrini, Pierre Socquier fondò un ospizio che offriva una cucina, una camera da letto ed una cantina.
Ancor oggi, sulla facciata dell’antica casa, possiamo ammirare il ciclo pittorico quattrocentesco delle “Opere della misericordia” che venivano messe in pratica offrendo un piatto di minestra ed un giaciglio ai viandanti.

Risalendo il corso della Dora di Valgrisenche, si incontrano ancora i resti di un ponte romano.

Leverogne custodisce anche una memoria dolorosa della storia più recente.
Il 13 settembre 1944, una violenta rappresaglia nazi-fascista segnò tragicamente questo luogo, causando la morte di 13 innocenti e portando alla distruzione di una parte significativa dell’abitato di Leverogne, oltre alla quasi totale devastazione dei villaggi di Rochefort e Chez-les-Garin. Un evento che resta impresso nella memoria collettiva, a testimonianza del sacrificio e della resistenza di un territorio.

Sentiero della libertà

Escursioni in giornata  -  Perloz

Da Plan-de-Brun, dove si svolse la prima battaglia (4 marzo 1944) si raggiunge in mezz’ora il Capoluogo (da non perdere le due meridiane, una datata 1879 con il motto: “sic vita fugit” e l’altra del 1692 con il motto: “a solis ortu vitam hominis umbra notat” ) più volte teatro di rappresaglie, tra cui un drammatico incendio, l’episodio più doloroso nella storia del paese (30 giugno 1944).

Continuando il sentiero, in circa mezz’ora, si arriva a Marine, sede invernale della formazione partigiana Brigata Lys: per questo motivo è stata qui innalzata la struttura che regge la Campana Aurora, il cui rintocco quotidiano ricorda il sacrificio di chi ha lottato per avere la pace e la libertà.
La Campana Aurora ogni giorno con i suoi rintocchi alle ore 9.15, ricorda la nascita del movimento di Resistenza. Il primo colpo di fucile in Valle d’Aosta contro i nazifascisti, infatti, venne sparato proprio a poca distanza da qui. Il nome "Aurora" è in memoria della partigiana Aurora Vuillerminaz, che venne fucilata il 16 ottobre 1944 dopo essere stata sorpresa mentre rientrava dalla Svizzera con alcuni giovani che volevano partecipare al movimento della Resistenza.

Museo della Resistenza Brigata Lys

Musei  -  Perloz

Il museo è ospitato in località Capoluogo all’interno dello storico edificio che fu dimora, subito dopo la guerra, della prima banda partigiana attiva nella bassa Valle d’Aosta, la Brigata Lys protagonista nel 1943 della prima azione di resistenza nella Bassa Valle, nel quadro più generale della guerra e della lotta per la Liberazione in Valle d’Aosta.

Cimeli, divise, elmetti, capi d’abbigliamento, bandiere, carte topografiche, armi, oggetti di vario genere sono opportunamente accostati a prezioso materiale documentario, fotografico e iconografico, valorizzato grazie alle tecnologie multimediali e a modalità comunicative nuove e coinvolgenti.
Il centro di documentazione allestito nel museo stesso è provvisto di pubblicazioni, video, CD, musicassette, manoscritti e documenti d’archivio. Il museo si è arricchito di video sulla Resistenza in Valle d'Aosta e a Perloz e di audioguide multilingue, che sotto forma di racconto, conducono il visitatore lungo tutto il percorso della mostra permanente.

Visite su prenotazione contattando i numeri riportati nella sezione “Contatti”.

Les Chemins de la Liberté - Oltre al museo è possibile scoprire i luoghi della lotta partigiana lungo l’itinerario che si snoda dalla località Plan-de-Brun fino alla frazione di Marine, percorribile in circa un’ora di cammino.

 

(+39) 0125807974
(+39) 3477189744
solangesoudaz54@gmail.com

Monumento ai Partigiani di Trois-Villes

Punti panoramici  -  Quart

La frazione di Trois-Villes, nel comune di Quart, sorge a circa 1.400 metri di altitudine e regala una vista spettacolare sulla Valle centrale. Un luogo che unisce storia e panorami eccezionali, ideale per una passeggiata nella memoria e nella natura.

Lasciata l’auto nel piccolo parcheggio accanto alla cappella, segui la stradina asfaltata (segnalata da un cartello giallo) e in pochi minuti, sulla destra, scorgerai la statua del partigiano. Da qui, un comodo sentiero ti conduce all’area panoramica, dove il monumento si staglia contro le montagne raccontando una storia di coraggio e sacrificio.

L’area è attrezzata con panchine e pannelli illustrativi che indicano i nomi delle vette visibili. Ma questo non è solo un punto panoramico: è un luogo di memoria della lotta partigiana in Valle d’Aosta.

La chiesa e la statua del partigiano commemorano la strage di Trois-Villes, avvenuta nel 1944 per mano nazifascista. Qui si rifugiavano i combattenti della 13ª Banda Emile Chanoux, ma durante un rastrellamento, quattro partigiani vennero uccisi e i villaggi di Porsan, Avisod e Fonteil furono incendiati e distrutti come rappresaglia.

Museo della Resistenza

Musei  -  Valgrisenche

Allungata verso la regione francese della Tarentaise, Valgrisenche si offre al visitatore circondata di cime e ghiacciai. Questi luoghi sono stati nel corso dei secoli terra di frontiera, di guerra, di divisioni tra stati “nemici”, o presunti tali, così come terra di lotta comune per la dignità dell’uomo e per la libertà. Questa stessa terra è diventata, dopo la fine della seconda guerra mondiale, un luogo di incontri e di solidarietà, a riferimento e simbolo di una nuova unità europea ritrovata.

Il centro di documentazione sulla Resistenza testimonia i contatti e le relazioni tra i popoli che vivono sui due versanti delle Alpi. L’esposizione è arricchita da elementi multimediali che, attraverso fotografie ed interviste, sottolineano il ruolo e l’importanza del Col du Mont, situato tra la Valgrisenche e la Tarentaise, dalla Rivoluzione francese fino alla Resistenza della seconda guerra mondiale.

La sede del centro di documentazione è molto evocativa rispetto ai temi trattati: infatti il Vieux Quartier è un forte restaurato, risalente alla fine del XIX secolo, concepito come luogo di controllo e di difesa tra la Valgrisenche e la Tarentaise. La sua funzione ne ha determinato l’architettura e l’aspetto austero, ancora oggi del tutto visibili.

Museo della Resistenza

Musei  -  Valsavarenche

Sono originari della Valle di Valsavarenche, conosciuta oggi soprattutto per la sua appartenenza al Parco Nazionale del Gran Paradiso, i padri dell'autonomia della Valle d'Aosta: Emile Chanoux, promotore dell’autonomia valdostana e Federico Chabod, primo Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta.

Emile Chanoux nasce il 9 gennaio 1906 nel piccolo villaggio di Rovenaud. Convinto sostenitore dell’autonomia della Valle d’Aosta in seno ad un’Europa di tipo federale, capo riconosciuto della lotta valdostana di liberazione dopo l’armistizio, Emile Chanoux è arrestato dai nazi-fascisti il 18 maggio 1944 e muore nel corso della notte a seguito delle torture subite dai nazi-fascisti.

Federico Chabod, nato ad Aosta il 1901, molto legato alla sua terra d’origine, è stato il primo Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta ed ha realizzato una brillante carriera universitaria diventando uno storico conosciuto ed apprezzato a livello internazionale.

Il centro di documentazione di Rovenaud valorizza e mette in evidenza il patrimonio culturale lasciato da Chabod e Chanoux, in particolare per quanto concerne il dibattito sul federalismo e sull’Europa. È possibile visionare un’antologia degli scritti originali di Chanoux; inoltre supporti multimediali consentono di conoscere il contributo di altri autori valdostani come Chabod, Bréan, Caveri ed altri al dibattito sul federalismo e sulla nuova Europa.

(+39) 0165.905703
info@comune.valsavarenche.ao.it